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Indagine congiunturale sull’industria dell’Alto Milanese – III Trimestre 2026

Legnano, 2 novembre 2026. Nel III trimestre 2026 l’industria manifatturiera dell’Alto Milanese ha attraversato una fase di debolezza congiunturale, caratterizzata da una stagnazione dei livelli di attività. Il saldo ponderato dei giudizi è risultato negativo per produzione, ordini interni ed esteri, fatturato, mentre il grado di utilizzo degli impianti è rimasto invariato.
In particolare, il metalmeccanico è il settore più fragile, penalizzato soprattutto dall’andamento della produzione e della domanda interna. Il tessile-abbigliamento evidenzia una fase di stasi, accompagnata dalle maggiori pressioni sui margini per il rincaro dei materiali. Il chimico-plastico mantiene invece una tenuta sul versante produttivo e manifesta la più elevata propensione agli investimenti.
Il clima di fiducia è prudente, pur in presenza di aspettative relativamente più favorevoli per i prossimi mesi. Rispetto alla rilevazione precedente, la domanda interna appare più debole di quella estera, entrambe sono però negative.
Nel confronto con il secondo trimestre 2026, la produzione cresce per il 10% delle imprese, rimane stabile per il 57,5% e diminuisce per il 32,5%, con un saldo netto pari a -22,5 punti percentuali. Anche il fatturato segue un andamento analogo: aumenta per il 12,5% delle aziende, è invariato per il 55% e cala per il 32,5%, facendo registrare un saldo di -20 punti.
Sul fronte delle prospettive, il quadro appare più favorevole rispetto alla scorsa indagine, quando il 29% delle aziende prevedeva un incremento e il 21% una contrazione. L'orientamento agli investimenti si mantiene positivo: il 52,5% delle imprese programma nuove spese nel semestre, era il 50% nella passata analisi.
Il contesto internazionale resta influenzato dallo shock energetico legato alle tensioni nel Golfo. Negli Stati Uniti la produzione industriale rallenta nel terzo trimestre, mentre nell’area euro l’attività economica continua a espandersi, seppure a un ritmo meno sostenuto. L’aumento dei tassi di interesse e l’inflazione frenano consumi e investimenti. Nel frattempo, i nuovi incentivi fiscali sostengono gli acquisti di beni strumentali. Le attese restano pertanto condizionate dall'evoluzione delle tensioni geopolitiche, dai prezzi dell'energia e dalle future decisioni di politica monetaria.
Buona la tenuta sul piano occupazionale.

Settore metalmeccanico. Gli indicatori mostrano valori contrari per produzione, ordini interni ed esteri, fatturato, con criticità accentuate per i primi due. Anche il grado di utilizzo degli impianti è moderatamente negativo. Il giudizio sulla domanda interna risulta il più penalizzante dell’intera indagine. Nel confronto con il trimestre passato, i ricavi crescono per il 20% delle aziende, sono invariati per il 26,7% e diminuiscono per il 53,3%. Sul fronte occupazionale si rileva la flessione più marcata tra i settori analizzati. Le previsioni sono caute: il 33,3% delle imprese pensa a un incremento dei ricavi, il 40% a una conferma dei livelli attuali e il 26,7% a una contrazione. L'orientamento agli investimenti è abbastanza buono e in crescita rispetto al precedente studio, quando si attestava al 21%, mentre le aspettative relative alle vendite sono ferme al 33%.

Settore moda tessile-abbigliamento. Il comparto attraversa una fase di stagnazione, accompagnata da segnali di misurata debolezza. La domanda appare contenuta sia sul fronte interno sia su quello estero, con saldi degli ordini sfavorevoli su entrambi i mercati. Le imprese risentono delle pressioni sui margini più intense tra tutti i settori: i costi dei materiali registrano un forte aumento, a fronte di prezzi di vendita pressoché uguali. Parallelamente, le scorte risultano in crescita, segnalando una domanda inferiore alle attese. Le previsioni per il semestre a venire sono tuttavia soddisfacenti. Il saldo ponderato sul fatturato a sei mesi è lievemente negativo, ma le risposte evidenziano una certa positività: il 40% del campione immagina una crescita, il 50% il mantenimento degli attuali volumi e soltanto il 10% un abbassamento. Sul fronte degli investimenti, la metà delle imprese si dichiara intenzionata a effettuare nuovi interventi nel semestre.

Settore chimico-plastico. Il chimico-plastico presenta una buona tenuta dell'attività produttiva e il quadro più favorevole tra i settori considerati. Il fatturato mostra un saldo di segno sfavorevole contenuto: cresce per il 6,7% delle imprese, è invariato per il 73,3% e diminuisce per il 20%. La dinamica degli ordinativi indica invece andamenti divergenti tra i due mercati: quelli interni registrano un risultato marcatamente al di sotto della parità, mentre gli esteri sono lievemente positivi. Le pressioni sui margini risultano più contenute rispetto agli altri comparti. I costi dei materiali aumentano in modo limitato con prezzi stabili, mentre le scorte si riducono, a indicare una gestione prudente dei magazzini. Guardando ai prossimi sei mesi, emergono segnali incoraggianti: il 40% delle aziende prevede un aumento dei ricavi, mentre soltanto il 6,7% si attende una contrazione. Il comparto si distingue inoltre per la maggiore propensione a investire dell'intera indagine: il 73,3% delle imprese programma nuove spese in conto capitale.

 A cura del Centro Studi di Confindustria Alto Milanese