La newsletter Diplomazia Economica Italiana è realizzata da Internationalia in collaborazione con la Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
In allegato trasmettiamo il quarto numero del 2026, che approfondisce le dinamiche economiche dei Paesi dell’Africa Orientale, una delle macro-regioni più dinamiche e solide dell’intero continente africano. Per il 2026 il Prodotto Interno Lordo (PIL) della regione dovrebbe crescere del 5,9%, imputabile principalmente alle interruzioni delle catene di approvvigionamento globali e al conseguente incremento dei prezzi di energia e fertilizzanti, ma le stime del mercato prevedono un rimbalzo al 6,4% per il 2027. Questa dinamica positiva è ampiamente sostenuta dalle eccellenti prestazioni di diversi Paesi trainanti; Gibuti, Etiopia, Ruanda, Sud Sudan, Tanzania e Uganda dovrebbero registrare tassi di espansione economica superiori al 5% sia nel 2026 che nel 2027, spinti dai progressi nei settori dell’agricoltura, dell’estrazione mineraria, dei servizi e delle esportazioni.
La pubblicazione analizza poi la situazione di alcuni Paesi che offrono le maggiori prospettive di sviluppo, tra cui:
- il Kenya, dove per i prossimi anni sono attesi massicci investimenti infrastrutturali e nel settore energetico e con cui il 20 aprile scorso si è svolto a Roma il Forum Imprenditoriale alla presenza del Ministro degli Esteri Antonio Tajani, un’importante occasione per il rafforzamento delle relazioni economiche e per la firma di accordi e intese che ha registrato la partecipazione di oltre 200 imprese italiane;
- la Tanzania, che lo scorso anno ha istituito la Tanzania Investment and Special Economic Zones Authority (TISEZA), uno sportello amministrativo unico che consente l’accesso a servizi governativi quali permessi, licenze, registrazione fiscale, immigrazione e acquisizione di terreni, e promuove lo sviluppo di Zone Economiche Speciali al fine di attrarre industrie strategiche e incrementare le esportazioni;
- l’Etiopia, caratterizzata da un forte dinamismo, a partire dal profilo demografico (circa 140 milioni di abitanti), e con legami molto stretti con l’Italia che ci hanno consentito di giocare un ruolo di primo piano negli investimenti in settori quali l’energia e le costruzioni, e che potranno ampliarsi ad altri comparti.
Il documento si chiude con il report di SACE dedicato alla transizione energetica, che illustra i trend degli investimenti globali e di come le imprese possono trasformare le sfide energetiche in crescita, innovazione e maggiore autonomia industriale. Chi adotta sistemi di gestione e miglioramento dell’efficienza energetica può ottenere oltre il 10% di risparmi annui entro i primi tre anni e fino al 60% nel lungo periodo, beneficiando al contempo di una maggiore produttività, di un più efficiente utilizzo delle risorse e di un miglioramento della qualità dei processi e dei prodotti.
L’Italia si colloca tra i primi Paesi europei per numero di brevetti nelle tecnologie green e le esportazioni della filiera energetica, un ecosistema composto da oltre 47.000 imprese che generano entrate pari a 27 miliardi di euro.