Dal 18 marzo 2023, la Customs and Border Protection (CBP) degli Stati Uniti richiederà la dichiarazione di un codice postale valido relativo a tutte le merci di origine cinese importate nel Paese. Il codice postale da dichiarare rientra tra i dati del Manufacturer Identification Number (il sistema elettronico di identificazione e monitoraggio dei produttori che importano negli USA), un dato fino ad ora non obbligatorio per gli ingressi in dogana statunitense.
L’obbligo di dichiarare il codice postale è stato introdotto nell’ambito delle restrizioni all’import sui prodotti realizzati con lavoro forzato nello Xinjiang, regione autonoma uigura situata nel nord est della Cina. A seguito della dichiarazione, l’importatore riceverà un avviso nel momento in cui viene fornito un codice postale cinese non valido o se viene fornito un codice postale collegato alla regione uigura. Quando acquistano da produttori o aziende cinesi, gli importatori devono pertanto verificare che tutti i documenti commerciali includano un codice postale cinese valido rispetto all'indirizzo dei fornitori utilizzati.
I beni prodotti nella regione autonoma uigura dello Xinjiang sono soggetti allo Uyghur Forced Labor Prevention Act (UFLPA), che applica il presupposto automatico secondo cui i beni originari di tale regione sono stati realizzati attraverso lavoro forzato.
Tutte le merci importate negli Stati Uniti dalla regione uigura sono soggette a fermo all'arrivo e spetta all’importatore dimostrare che il bene non è stato prodotto con lavoro forzato. I costi sostenuti a seguito di sequestro o fermo in dogana sono a carico dell’importatore.
A giugno 2022 il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti ha pubblicato le linee guida strategiche per l’implementazione dell’UFLPA, che forniscono una serie di indicazioni agli importatori sulle valutazioni di rischio in merito all’importazione di tali prodotti e le verifiche da adottare per rispettare la normativa. Tra i punti principali ricordiamo:
- Descrizione dei regimi di lavoro forzato;
- Elenco delle entità che applicano e favorisco l’utilizzo del lavoro forzato (qui è possibile consultare la lista, che potrà essere aggiornata con nuovi listing);
- elenco di prodotti fabbricati da tali entità (in particolare tessile, abbigliamento, cotone, elettronica, prodotti per capelli, prodotti a base di silicio, attrezzature per trasporto ferroviario);
- strumenti, tecnologie e due diligence da adottare per tracciare la catena di fornitura;
- prove da presentare per dimostrare che i prodotti non sono realizzati con lavoro forzato.
Sempre a giugno 2022 anche la US Customs and Border Protection (CBP) ha pubblicato una guida per gli importatori per assistere le aziende nella preparazione delle prove richieste per la presunzione confutabile. La CBP invita tutti gli importatori a verificare le proprie catene di approvvigionamento e a istituire misure affidabili per garantire che le merci importate non siano prodotte con lavoro forzato.
Rivolgersi a
Area internazionalizzazione (int. 221)