Lo scorso 4 ottobre gli Stati membri hanno confermato, a seguito di un voto tenutosi in seno al Comitato del Consiglio per la difesa commerciale, l’introduzione in via definitiva di dazi UE sull’importazione di veicoli elettrici dalla Cina, così come proposto dalla Commissione europea lo scorso luglio (cfr. nostra Circolare n. 577 del 26/06/2024).
I dazi verranno ufficializzati entro il 30 ottobre con la pubblicazione del relativo Regolamento in Gazzetta ufficiale.
La proposta della Commissione prevede l’introduzione di dazi con aliquote individuali per specifici operatori cinesi che arriveranno a sfiorare il 36% per le aziende “non collaborative” e che vanno ad aggiungersi al dazio del 10% già esistente.
Nel dettaglio, 10 Stati membri hanno sostenuto l’esecutivo comunitario, ovvero Italia, Francia, Polonia, Paesi Bassi, Finlandia, Lettonia, Lituania, Estonia, Bulgaria, Danimarca. Tra i 5 Paesi contrari, oltre a Ungheria, Malta, Slovenia e Slovacchia, vi è la Germania, che da sempre si è espressa contro la misura. Nonostante la spaccatura interna alla coalizione di governo, dovuta all’appoggio dei Verdi ai dazi, il cancelliere Scholz ha deciso di esprimere voto contrario.
Infine, tra i 12 astenuti anche la Spagna che negli ultimi giorni ha tentato di supportare la via del dialogo con Pechino.
La Commissione europea ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che "l'UE e la Cina continuano a lavorare intensamente per esplorare una soluzione alternativa".
In base alla normativa UE, per poter procedere all’applicazione definitiva dei dazi per i prossimi cinque anni, è necessario che non si formi una maggioranza qualificata di Stati membri (15 rappresentanti il 65% della popolazione) contrari alle sue proposte.
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