Il Consiglio dell’Unione Europea ha varato il 21 luglio scorso il settimo pacchetto di sanzioni verso la Russia in risposta all’aggressione dell’Ucraina, che è illustrato nel Regolamento (UE) n. 2022/1269.
Al fine di evitare potenziali conseguenze negative per la sicurezza alimentare ed energetica nel mondo, l'UE ha deciso di estendere l'esenzione dal divieto di effettuare transazioni con determinati enti statali per quanto riguarda le transazioni di prodotti agricoli e il trasporto di petrolio a paesi terzi. Nessuna delle misure adottate riguarda in alcun modo il commercio di prodotti agricoli e alimentari, compresi grano e fertilizzanti, tra i Paesi terzi e la Russia.
Il pacchetto è stato presentato con il nome “maintenance and alignement” perché, pur contenendo nuovi divieti di esportazione e nuovi listing di persone ed entità, ha l’obiettivo di completare e rafforzare le misure già esistenti, adottate nei quasi cinque mesi di guerra.
I nuovi listing vedono anche l’inserimento di Sberbank, la banca più importante della Russia, di cui vengono congelati gli asset nell’UE. Ciò significa che non sono più possibili transazioni che coinvolgono la banca.
Per quanto riguarda le misure oggettive, è stato introdotto il divieto di importare oro dalla Russia e sono inoltre stati ampliati gli elenchi di beni e tecnologie vietati all’export in Russia, tra i quali prodotti, materiali, tecnologie, attrezzature ed equipaggiamenti che possono essere usati a scopi militari o per l’industria della difesa, rafforzando in tal modo i controlli sulle esportazioni di prodotti a duplice uso e tecnologia avanzata.
In particolare, il nuovo round aggiorna gli allegati IV, VII, IX e X del Regolamento (UE) n. 833/2014 con nuovi beni; anche l'allegato XXIII (beni che possono favorire lo sviluppo industriale in Russia) è stato completamente rinnovato.
Tra questi figurano alcuni prodotti chimici usati dalla polizia per reprimere i disordini, o utilizzati nel trasporto aereo, e attrezzature industriali per produrre macchinari come le turbine a gas.
Si rende quindi necessario aggiornare la verifica oggettiva fatta sui beni da esportare in Russia, in virtù dei nuovi inserimenti, e dei soggetti coinvolti nell'operazione.
Trasmettiamo in allegato una nota di approfondimento a cura di Confindustria.
Rivolgersi a
Area internazionalizzazione (int. 221).